Nel buio del pianeta stava nik56, sgomento nella sua tuta e il nulla intorno. - Ecco, è successo - si disse - sono perduto in un pianeta sconosciuto,la nave è distrutta, sono solo e morirò per asfissia in... 38 ore -. Alla luce del quadrante da polso che aveva acceso per finire la sua frase a sé stesso (egli finiva sempre le sue frasi, era un punto d'orgoglio) gli parve di notare qualcosa che si muoveva. Improvvisamente agitato, e conscio dell'assurdità di agitarsi in una situazione del genere, riaccese il quadrante da polso e il quadrante del comunicatore. E lo vide. Sulle prime non lo riconobbe, o forse non riusciva a credere che su quel pianeta potesse essercene uno. Si abbassò per guardare meglio, eh sì, è proprio quello che sembra. Era un cazzo, un cazzo che lo guardava. E nik56 seppe di non essere solo.
mercoledì 25 maggio 2011
Dedicato a nik56
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