Un racconto romantico senza manco una mala parola
Il pomeriggio cominciava a diventare sera e le strade erano ancora piene di gente, lui propose di andare sul lungomare e lei fu felice di accettare. Parlarono tanto, con una tranquillità che entrambi non sentivano da tempo. Ma sempre scherzando, camminando, fregandosene di come apparissero agli occhi del mondo. Discussioni, risate, massimi sistemi e stupidaggini. Al passo, fermi in mezzo alla strada, correndo e salutando sconosciuti. Una lacrima, uno scoppio di ilarità, tutte le fasi intermedie e tutto ciò che era altro. Battute, battute, battute.
Lei rise sinceramente e per lui fu come se un piccolo sole lo colpisse dolcemente in pieno petto, come ogni volta.
- Mi piace andare in giro con te, per questo credo che non dovremmo uscire spesso insieme.
- Non colgo la coerenza.
- Niente di che, è solo che tu mi sei sempre piaciuta, e corro il rischio di innamorarmi di te. Questo potrebbe, forse, rovinare la bellezza che sento crescere ogni volta che ci vediamo.
Lo guardò per qualche secondo un po' pensosa, ma non perplessa.
- Credo di capire quello che stai dicendo, ma non ne sono sicura.
- Vedi? Meglio se per stasera chiudiamo qui.
Le sorrise come un bambino senza un pensiero al mondo.
- - -
A me harmony mi fa 'na sega.
6 commenti:
cirromantikone
Ciò la gheitudine quasi al livello di guardia
Mi sta venendo sonno
Questa tua è piena di significati a posteriori...
-.-"
i significati a posteriori sono quello che penso io?
Certo! Parlavamo di gheitudine, no?
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